San Valentino ad Hogwarts

Nel secondo volume di Harry Potter, a causa della seconda apertura della Camera dei Segreti, l’atmosfera della scuola era tesa e cupa. Gilderoy Allock, all’epoca professore di Difesa contro le Arti Oscure, decide di organizzare un evento per rallegrare tutti.  Ma sappiamo quanto vanitoso e odioso sia Allock nel cercare attenzioni e non poteva che essere altrettanto fastidiosa la sua organizzazione del giorno San Valentino.

La Sala Grande della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts venne decorata con grandi fiori rosa.  Coriandoli a forma di cuore  scendevano dal soffitto azzurro pallido e Lockhart indossava vesti rosa della stessa tonalità delle decorazioni. Propose perfino a Piton di insegnare agli studenti la preparazione di pozioni d’amore. Potete immaginare la reazione di Piton a questa richiesta!

Assunse anche una dozzina di nani che indossavano ali dorate e portavano arpe per farli sembrare amorini.  Per tutto il giorno, i nani continuavano a irrompere nelle classi per consegnare le lettere di San Valentino diventando una seccatura per gli insegnanti.  L’eccessiva decorazione e il protagonismo di Lockhart portarono il resto del personale, così come Ron, ad essere estremamente disgustati da tutto ciò.

Ma non dobbiamo dimenticare che fu proprio Harry uno dei destinatari delle lettere portate dagli amorini ingaggiati dal professor Lockhart. E chi era il mittente? Era proprio Ginny e così recitava, anzi proprio cantava:

 I suoi occhi sono verdi come un rospo sottaceto fresco,
 I suoi capelli sono scuri come una lavagna.
 Vorrei che fosse mio, è davvero divino
 L’eroe che ha conquistato il Signore Oscuro.

 

Ma per sfuggire all’amorino Harry inciampa rovesciando la boccetta di inchiostro su tutte le pergamene e sui libri e anche su quello strano diario che aveva trovato poco tempo prima in un bagno, anzi a dirla tutta proprio in un gabinetto!

 

La cosa strana sarà che l’unico a non essersi stranamente sporcato sarà il diario, e questo darà inizio al dialogo di Harry con il proprietario del diario.

 

Ora vi propongo l’estratto del 13° capitolo della camera de segreti…chissà che non vi venga voglia di rileggerlo!

PS tutto questo non esiste nel film!!

Harry Potter e la camera dei segreti

Capitolo 13 il diario segretissimo

“Vede, quello di cui la scuola ha bisogno in questo momento è un sostegno morale. Cancellare i ricordi dell’ultimo trimestre! Ora non voglio anticipare niente, ma credo di sapere esattamente di che cosa…” …

Quel che intendesse Allock quando parlava di sostegno morale fu chiaro la mattina del 14 febbraio, a colazione.  ….

Le pareti erano coperte di grossi fiori di un rosa acceso. Come se non bastasse, dal soffitto color azzurro pallido piovevano coriandoli a forma di cuore. Harry si avvicinò  al tavolo dei Grifondoro, dove Ron sembrava in presa ad un attacco di nausea e Hermione rideva in maniera insulsa.  …

“Buon San Valentino!” esclamò Allock. «E il mio grazie alle quarantasei persone che mi hanno mandato una cartolina di auguri! Si, mi sono preso la libertà di farvi una piccola sorpresa… e non finisce qui!»

  «I miei amici cupidi, postini d’amore!» annunciò raggiante Allock. «Oggi andranno in giro per tutta la scuola, consegnando i vostri auguri di San Valentino!»

Per tutto il giorno i nani non smisero di fare irruzione nelle aule per consegnare gli auguri di San Valentino, con grande disappunto degli insegnanti; più tardi, nel pomeriggio, mentre i Grifondoro stavano salendo in classe per la lezione di Incantesimi, un nano chiamò Harry a gran voce.

  Infuriato al pensiero di ricevere un San Valentino davanti a una folla di studenti del primo anno, tra cui Ginny Weasley, Harry cercò di scappare. Ma il nano gli tagliò la ritirata tra la folla tirando calci sugli stinchi a tutti e lo raggiunse prima che avesse potuto fare due passi.

«Che cosa succede qui?» Era la voce fredda e strascicata di Draco Malfoy. Con movimenti febbrili Harry cominciò a infilare tutto nella cartella sconquassata, nel disperato tentativo di riuscire a filarsela prima che Malfoy potesse sentire il suo San Valentino musicale.
Harry perse la testa e cercò di spiccare una corsa, ma il nano lo placcò alle ginocchia e lo buttò a terra. «Bene» disse sedendoglisi sulle caviglie. «Ecco il tuo San Valentino musicale».

Occhi verdi e lucenti di rospo in salamoia
Capelli neri e lucidi come di corvo in volo
Vorrei che fosse mio — quale divina gioia! —
L’eroe che ha sgominato del Mago Oscuro il dolo.

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