L’Ascesa di Skywalker – Non è il finale che ci meritavamo, ma quello di cui avevamo bisogno…

Non c’è citazione cinematografica che secondo noi riassuma meglio questo ultimo film di una saga che ha appassionato generazioni di persone, e che ieri è giunta al suo capitolo finale con l’uscita nelle sale italiane di Star Wars: L’Ascesa di Skywalker.

Potremmo fermarci qui nel dare le nostre impressioni a caldo di quanto abbiamo visto ieri in sala, di un ultimo atto dal sapore agrodolce non solo per la tanto discussa progressione di questa ultima trilogia, ma anche per la consapevolezza che questa sarà l’ultima volta che ci siederemo davanti al grande schermo per ammirare le gesta di eroi che hanno sempre dominato la nostra fantasia, con cui abbiamo riso e pianto, siamo rimasti sorpresi e delusi, abbiamo ammirato e detestato. Ed è proprio questo ciò che succederà al cinema questa volta, un’ultima volta.

Se c’è un ingrediente sicuro della chiusura orchestrata da J.J. Abrams è l’intenzione di coinvolgere il più possibile lo spettatore, di farlo emozionare. In questo L’Ascesa di Skywalker riesce appieno. Certo, non è il film perfetto, non sarebbe mai potuto esserlo, come sempre ognuno troverà motivi più o meno numerosi per storcere il naso, ma in fondo questo è Star Wars, e questo è sempre stato, anche nei film del passato che abbiamo tanto amato.

Il fan service c’è, è ovvio, ma non è detto sia una cosa necessariamente negativa, anzi. Scambiare ogni elemento come un contentino per lo spettatore di vecchia data è sbagliato e ci fa perdere non solo l’inserimento del tassello all’interno di un “mondo più vasto” ma anche la celebrazione di quelli che sono stati dei miti e che, in cuor nostro, abbiamo sempre voluto vedere omaggiati al meglio. E’ un modo intelligente di dare allo spettatore ciò che desidera, mescolandolo con elementi della nuova generazione e offrendo quello sfondo morale che è sempre stato una chiave fondamentale dell’immaginario lucassiano, ma che non può essere lo stesso di 40 anni fa, ma nemmeno di 20.

L’unica conclusione certa che possiamo trarre a caldo avendo ora completa la trilogia è il rammarico di non aver potuto vedere l’intero arco narrativo dei tre film gestiti da un’unica persona, un’unica mente creativa così come fu Lucas. L’incomprensibile volontà dei vertici Disney di avere originariamente addirittura 3 persone diverse in regia per ogni film ci ha probabilmente fatto perdere un po’ l’integrità di una storia che, fin da Il Risveglio della Forza, sembra aprire numerosi archi narrativi che nella migliore delle ipotesi finiscono in un nulla di fatto. Da ciò scaturisce anche l’inevitabile fretta di un film che corre, davvero tanto, nella necessità di provare a raccontare storie avviate, anche avvincenti, ma mai pienamente realizzate e troppo spesso sospese in un limbo di incompiutezza, bisognose di risposte e di una conclusione che stavolta arriva, ma forse un po’ troppo velocemente, ed è un peccato.

Ed ecco che da tutto ciò viene fuori non quello che abbiamo sempre desiderato, e che in fondo se ci mettiamo bene a riflettere nemmeno noi sappiamo ben identificare, ma ciò di cui avevamo bisogno, un ultimo tassello che, se anche imperfetto, sa trasmettere emozioni, onora il passato e dà qualche svolta inaspettata, pur senza azzardare il passo più lungo della gamba.

E’ ovvio, non piacerà a tutti, ma se possiamo azzardare un consiglio è quello di lasciare a casa ogni pregiudizio, di sedersi in sala con serenità e spensieratezza e di lasciarsi trasportare in un ultimo viaggio nella galassia lontana lontana. Se riusciremo a fare questo, poco importerà se questa galassia non è a nostra immagine e somiglianza, ma potremo vivere questa avventura emozionandoci, e potremo ricordare che è proprio l’emozione ciò che ci ha fatto appassionare così tanto ad una piccola grande storia che in fondo parla solo di eroi, di cattivi e di astronavi, nulla di più.

Non temete, nessuno ci toglierà poi il tanto amato passatempo di trovare ogni singolo aspetto negativo…

 

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Leonardo Affede

Ingegnere e atleta di giorno, appassionato di tutto ciò che provenga da una "Galassia Lontana Lontana" di notte. Leggo, scrivo, costruisco, invento, sono sempre alla ricerca di nuove idee e... sì a volte dovrei anche dormire!

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