The Mandalorian ep 15: Redenzione

Stimati sceriffi ed ex imperiali, buongiorno e benvenuti nella nostra Cantina.

Speriamo che il vostro soggiorno quì vi sia gradito mentre distribuiamo il solito holocron con il nostro personalissimo punto della situazione su The Mandalorian.

Mi raccomando! Prima che la vostra consumazione vi vada di traverso, ricordatevi che seguiranno SPOILER se non avete visto l’episodio!

Anche questa settimana siamo a ruota libera, anzi, probabilmente stiamo accelerando mentre il tutto sembra convergere sempre più in un inevitabile scontro abbastanza agguerrito tra le parti schierate.

Analizziamo cosa ci sta portando a queste conclusioni?

Parliamoci chiaro, come sempre ci sono cose eclatanti in questo episodio, alcune figlie del mood della prima stagione, altre del tutto nuove.

Prima tra tutte Grogu non compare mai per tutta la puntata. Credo sia la prima volta!

La storia è anche sufficientemente intuibile dal finale dello scorso episodio. Ovviamente Mayfeld è balzato in mente al nostro Din Djarin in quanto ex imperiale ed unico possibile punto di contatto tra lui ed eventuali codici, posizioni o procedure imperiali per rintracciare Gideon.

Il punto però è come questi presupposti si evolvono in fatti creando situazioni molto vicine all’epico, le quali ci tengono sospesi in aria.

Attraverso il detenuto 34667 (nel caso in cui ve lo foste dimenticato) ci viene data una veloce panoramica sui campi carcerari di lavoro della Nuova Repubblica.
Il prigioniero viene prelevato dallo sceriffo Dune che, violando giusto qualche regola, riesce a garantire l’uomo giusto per la missione dell’equipaggio dello Slave.


Una volta a bordo la missione si fa chiara: per avere le coordinate della nave di Gideon serve accedere ad un terminale imperiale interno, su Morak, in una miniera di rhydonium. Bisogna “solo” arrivarci.

E’ una mia impressione o Mayfeld e Cara si stanno stuzzicando in modo sospetto?

Una volta a destinazione però si fa avanti un problema non da poco.
Non sarà per niente facile passare inosservati per un ex soldato ribelle, un’assassina ricercata e IL cacciatore di taglie con il volto della matrice originale dei cloni.

Chi si infiltrerà con Mayfeld nella raffineria imperiale?


Passano secondi di indecisione mentre nella nostra mente si fa largo un pensiero dai toni “confusi”. Andrà Mando e si toglierà l’elmo per infiltrarsi?!?
Detto fatto, ma il nostro Mandaloriano non ha intenzione di mostrare il suo volto… per il momento.

Dopo un veloce attacco a sorpresa ad uno dei trasporti, un cambio di vestiti e qualche battutaccia siamo pronti.
Mentre Mando, che vestito da imperiale sembra essere decisamente a disagio, Mayfeld è invece in vena di bei discorsi. La cosa sembra non aiutare l’umore del Mandaloriano che però viene scosso nel vedere alcuni ragazzi ai bordi della strada che stanno percorrendo.
Uno in particolare sembra stabilire un contatto visivo con Din, il quale ricordiamo, è vestito da assaltatore e riconosce molto bene la furia mista a tristezza di quegli occhi.

Un pizzico di fortuna, sebbene sotto vesti rocambolesche, si presenta ai due sotto forma di un attacco pirata. Questi ultimi sembrano avere il preciso scopo di distruggere il carico.
Per farla breve, i nostri saranno l’unico trasporto ad arrivare a destinazione e saranno accolti dagli imperiali come gli eroi del giorno, rendendo più facile del previsto ritrovarsi dentro la raffineria che… brulica di imperiali! La scena con TIE fighter è uno spettacolo! Non sono mai stato cosi felice di vederli!

Ora la faccenda si fa intensa.
Individuato il terminale, Mayfeld si trova davanti ad una battuta di arresto: c’è un suo vecchio superiore, Valin Hess, che potrebbe riconoscerlo.

Non si può tornare indietro. Mando chiede la penna dati e si avvia verso il terminale per le coordinate, poco importa che serva una scansione del volto.
La penna dati viene inserita e Mando si toglie l’elmo per recuperare l’informazione.

Questi movimenti non sono però passati inosservati agli occhi di Valin, il quale si avvicina rivolgendosi a quello strano soldato davanti al terminale…

Sono attimi di chiara tensione per Din. Lo vediamo stranamente poco reattivo, quasi nel panico.
Si sente palesemente scoperto e non è minimamente in grado di tenere un profilo quanto meno credibile agli occhi dell’ufficiale imperiale che ha davanti.

Solo Mayfeld salva inaspettatamente la situazione, palesandosi con una designazione e una giustificazione molto precise per entrambi!
Non voglio scendere troppo nei dettagli! Dico solo Taanab! Grande Mayfeld! Semplicemente geniale!

Si perché l’espediente sembra funzionare, almeno in parte.
Diciamo così in quanto i due non riescono a liberarsi dalla morsa dell’ufficiale, ma almeno il tutto viene spostato in un contesto all’apparenza meno pericoloso.

Valin infatti invita entrambi a bere qualcosa in quanto eroi del giorno, visto l’avventura con il carico, ed è qui che inizia una delle scene in cui ho goduto di più fino ad ora.

Perché?

Il signor Valin sembra voler dare l’impressione di essere molto amichevole e propone un brindisi per l’occasione, qualcosa di particolare.
“Beh ma allora un brindisi all’Operazione Cenere!”
Esclama Mayfeld accaparrandosi le simpatie dell’ufficiale che inizia un ispirato discorso sull’ordine.
L’imperiale è convinto della necessità delle ultime, terribili, azioni svolte e decanta tutte le vite spezzate su Burnin Konn come eroi devoti alla causa, creando nel suo interlocutore una strana inquietudine. Probabilmente le ragioni per cui Mayfeld è un ex tiratore scelto imperiale diventano molto più chiare sentendolo rispondere al suo vecchio superiore.

Ma non è tutto! La freddezza e le parole dell’ufficiale, culminate proponendo un brindisi all’Impero, rompono la pazienza di Mayfeld che senza pensarci due volte spara freddando Valin li dove si trova. Sono tutti increduli. Stupendo. 

Ne segue una fuga verso l’esterno dell’edificio tra colpi di blaster. In tutto questo l’ex imperiale trova anche il tempo per rassicurare Din riguardo l’elmo mentre gli porge quello da trooper… Ragazzi, è un figo il tipo!

La fuga dei nostri è coperta efficacemente da Fennec e Cara mentre Boba a bordo dello Slave recupera i due infiltrati.
Tanta emozione nel vedere questi momenti susseguirsi velocissimi, ma la bomba deve ancora essere sganciata!
Mayfeld chiude in bellezza il suo ritorno in grande stile colpendo un carico di rhydonium mentre la nave che li ha caricati prende quota, incorniciando il tutto con una frase ad effetto! Che sborone.
Un bel tiro che scatena sorpresa in Fennec, ma ancor di più in Cara che in quel momento, probabilmente, comprende che il suo prigioniero si è lasciato definitivamente l’Impero alle spalle.

Sinceramente, non so cos’è stato più bello tra quel colpo e vedere lo Slave sganciare la su bomba sismica! Feels!!!

…Cosa dire?
Siamo alle battute finali!
Dopo una meravigliosa scena comica in cui Cara e Mando lasciano libero Mayfeld è tempo della resa dei conti.

Vi ricordate quando la settimana scorsa vi dicevo di essere preoccupato per Gideon?
Beh l’ologramma che questi ha ricevuto da Mando in persona, che tra l’altro cita per filo e per segno le parole del Moff durante il loro primissimo scontro, mi ha confermato questa sensazione.

Di sicuro sarà una battaglia ardua, ma davvero, non vorrei proprio essere nemmeno l’ultimo degli inservienti ai comandi di Gideon in questo momento…

Vi aspettate di rivedere Mayfeld?!? Personalmente lo trovavo figo già nella prima stagione, con quel terzo blaster che faceva capolino dalla schiena, ma ora ha decisamente assunto una personalità molto più profonda. Che dite? Nascerà quello che sembra essere un principio di amore con Cara Dune?

Immagino lo scopriremo!
Che la Forza sia con noi!

Simone Medori

Simone Medori

Batterista Diplomato all’AMM National School, insegnante. Amante del cinema e Jedi dissidente di professione, passo la mia vita tra sala prove, studio di registrazione e la mia tana ripiena di LEGO e altre meraviglie provenienti dall’universo di Star Wars... Vuoi una citazione? Parlare di musica o della Forza? Sono la persona giusta!

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