The Mandalorian st.2: la multi-recensione di Star Wars Cantina e GuerreStellari.net

La seconda stagione di una serie che in soli 8 episodi è stata in grado di essere al centro dell’attenzione dei fan di Star Wars, ma non solo, si è conclusa. Noi, assieme agli amici di GuerreStellari.net, abbiamo commentato ogni episodio nell’appuntamento live del sabato sera, ospiti nel grande spazioporto dello storico portale italiano dedicato alla galassia lontana lontana.

Dopo esserci presi qualche giorno per elaborare il quadro completo, abbiamo voluto tirare un po’ le somme e, da veri fan di Star Wars, ogni membro delle due redazioni ha tirato le sue. Le abbiamo raccolte tutte qui per chi fosse curioso di sapere cosa pensa un mucchio di incalliti appassionati come noi.

Non dimenticate di farci sapere nei commenti su cosa siete d’accordo e su cosa no! Buona lettura!

NOTA: I seguenti commenti rappresentano le idee dei singoli membri dello staff di Star Wars Cantina e di GuerreStellari.net e non costituiscono necessariamente la posizione degli altri componenti delle due redazioni.

 

MARCO

Una seconda stagione di alto livello, che a mio parere ha nettamente superato la prima per emozioni e colpi di scena. Una delle poche serie televisive che ti tiene incollato allo schermo ad ogni episodio e non solo nel finale di stagione.

Unico punto dolente a mio parere è la durata: avrei preferito puntate tra i 50-60 minuti ma capisco che il lavoro nel dietro le quinte è altissimo.

Questa stagione la definirei l’anno zero di un nuovo ciclo dopo la deludente nuova trilogia, con personaggi di altissimo calibro come Boba Fett e soprattutto Ahsoka Tano. Quindi possiamo stare tranquilli e ambire a un ricco futuro per la galassia lontana lontana.

 

LEONARDO

Dopo le altissime aspettative lasciate dalla prima stagione, non era facile riconfermarsi ma soprattutto ampliare ancora di più l’interesse già alto dimostrato per The Mandalorian.

Invece il duo Favreau-Filoni ci sorprende e sforna una seconda stagione che fin dal primo episodio ha chiaramente dimostrato la sua qualità. Tutti gli episodi hanno un loro carattere, ci permettono nuove finestre nella galassia, consentendoci di esplorarla accanto al protagonista.

Ogni avventura porta con se almeno un nuovo personaggio, che riesce ad acquisire, pur spesso con screen-time molto limitato, una profondità che non ci si aspetterebbe in una serie da appena 30-40 min a episodio. Alcuni di questi sono nuovi per la serie, ma non per i fan. Qui va l’ennesima lode al team di The Mandalorian, che recupera anche personaggi storici della saga, servendoli sì su un piatto d’argento in quello che spesso viene definito fan service, ma inserendoli nella storia sempre con una perfetta contestualizzazione, che conferisce naturalezza allo scorrere delle vicende e nello stesso tempo concede agli appassionati di spegnere la tv soddisfatti. Esempio plateale sono ovviamente Luke e Ahsoka su tutti, per i quali gli showrunners hanno corso un rischio enorme che però li ha ricompensati con la gratitudine di quasi la totalità degli spettatori.

Nonostante gli innegabili pregi di The Mandalorian, la serie non è esente da scivoloni più o meno evidenti. Basti pensare alle improbabili sviste troppo spesso presenti come il famoso membro della troupe in jeans e t-shirt prontamente eliminato a pochi giorni di distanza, l’attrazione quasi magnetica di ogni colpo di blaster verso Din che finisce incredibilmente sempre e solo sulla sua armatura in beskar, piuttosto che alcune scelte narrative discutibili. A questo si aggiunge l’incompetenza delle truppe imperiali che, per quanto rinomata, molte volte appare fin troppo marcata. Questo elemento è quello che mi ha maggiormente colpito negativamente, sottraendo talvolta un po’ di fascino agli scontri a volte quasi parodistici. Tuttavia, come mi piace spesso ricordare, Star Wars è sempre stato imperfetto, in tutte le sue produzioni. Perciò anche i diversi punti deboli, dato che non minano la concretezza della serie, rendono The Mandalorian perfettamente Star Wars.

In conclusione questa seconda stagione ha ben proseguito nell’opera di esplorazione della galassia da una prospettiva inedita, scopo che si prefiggeva fin dalla prima, mantenendo una sua solidità, approfondendo personaggi già noti e permettendoci di conoscerne di nuovi. Pur nella semplicità dello sviluppo tanto della trama orizzontale che di quella verticale di ogni singolo capitolo, ci ha donato quella coerenza narrativa e di visione che probabilmente mancava alla trilogia sequel, prendendoci per mano come spettatori e traghettandoci finalmente verso il futuro della Galassia Lontana Lontana che ora appare finalmente luminoso.

 

SIMONE

Che dite? Aggiungiamo una nota di colore musicale alle cose dette dai nostri colleghi?

Da bravi musicisti di Cantina, ci sentiamo di dire che il nostro John 2.0 Ludwig è stato promosso a pieni voti!
Soprattutto dopo averci regalato un tocco orchestrale degno di nota durante i momenti con protagonista Luke Skywalker!

Ovviamente sentiamo tantissimo la stessa mano in ogni composizione della serie. Direi che siamo ben felici di accorgerci che in quelle note intrise della nostra nostalgia ci sia un tocco nuovo, elettronico, quasi industrial oserei dire che, pur rimanendo elegante, contamina con una sana dose di grinta la melodia cardine di Star Wars.

Insomma, ci siamo accorti che la musica non è quella a cui siamo abituati, ma sfido chiunque a fare un lavoro di adattamento musicale migliore in un opera in cui dietro la musica c’è sempre stata l’opera di uno dei maestri più grandi di sempre, artefice della composizione di temi immortali.

Nel complesso e senza troppi fronzoli, Ludwig è riuscito nel suo intento di fornire un apporto fondamentale per rendere immortale una serie che si prefiggeva l’idea di perpetuare la grandezza di Star Wars anche sul “piccolo” schermo!

Per quanto riguarda la serie in sé voglio prenderla più larga e tentare di spiegarvi perché secondo me siamo davanti ad un vero e proprio spettacolo.

Non vi parlerò dei dettagli tecnici, della regia, della produzione o della recitazione. Bensì di ciò che mi passa per la testa ogni giorno, vedendo il fandom spaccato e litigare su molte questioni.

Siamo tutti innamorati, in un modo o nell’altro, di questo “Star Wars”. Io sono felice di come la saga che tanto mi appassiona si stia ingigantendo e ci stia regalando emozioni, di qualsivoglia tipo, fin dal 1977. Ricordiamoci però che non è la nostra storia, ma è la storia che amiamo. Come nella realtà, non sempre le cose vanno come vorremmo e questo ci dà inquietudine.

Cosa volete che vi dica? Come posso io non essere felice se vedo accadere una cosa piuttosto che un’altra, quando l’alternativa era unicamente l’oblio o la nostra sola fantasia? So solo che era dal 2005 che non mi sentivo così emozionato sedendomi davanti ad uno schermo!

Noi amiamo Star Wars, lo amiamo tutti e tanto! Per ognuno di noi è una parte intima di sé, addirittura a tal punto dal sentirci in dovere di “proteggerla”, spesso troppo accanitamente.

Ma questa storia insegna anche e soprattutto la pazienza, saper lasciare andare ciò che ci circonda, accettare e osservare con attenzione l’universo in cui viviamo, oltre al saper accettare altre forze che hanno una volontà diversa dalla nostra. Inoltre difende a spada tratta tutti quei valori che nella nostra società sono sempre più in pericolo. Perciò, anche se ora come ora non sto propriamente parlando solo di The Mandalorian, questa seconda stagione mi ha convinto ancora di più che occorra ispirarsi al nostro Mando. Prendiamo questo piccolo pargolo che è la nostra grande passione per Star Wars e siamo felici di lasciarla andare per le strade che si sono intraprese!

Diamo il buon esempio a tutti i fans che verranno e ricordiamoci che se ne esisteranno di nuovi, sarà solo ed esclusivamente grazie a queste nuovi produzioni. Ricordiamoci che grazie a queste storie fra 10, 50, 100 anni, forse, qualcuno continuerà a stupirsi del fatto che Darth Vader sia il padre di Luke Skywalker!

 

CRISTIANO di GuerreStellari.net

Non è facile sintetizzare in un breve testo quello che ha rappresentato per me questa seconda incredibile stagione di The Mandalorian. Proprio per questo lascerò ai miei colleghi, più bravi di me nell’analisi tecnica, un commento più approfondito. Io mi limiterò, come sempre, a raccontare le mie sensazioni. Fin dalla sua prima stagione ho amato molto lo stile usato. Essendo cresciuto, spinto da mio papà, a pane e Spaghetti Western, mi sono ritrovato a casa. Tutto mi ricordava quei film e le ambientazioni, le musiche la fotografia i personaggi sono stati abilmente inseriti per omaggiare un genere di film che il cinema italiano ha contribuito, in maniera determinante, a rendere grandioso.

Nella seconda stagione però questo aspetto è venuto un po’ meno, come probabilmente era giusto che fosse. Così ci siamo ritrovati, dopo un avvio nel solco delle tradizione Western, con addirittura uno Sceriffo, il più classico degli eroi della frontiera, su pianeti ghiacciati infestanti da ragni (o simil xenomorfi). Lune con enormi oceani con pirati (ben conosciuto in casa Disney) e ancora lande desolate vittime dell’inquinamento (chissà che non sia un presagio per noi) e poi ancora pianeti boscosi e tanto del nostro amato spazio dove, come special guest stars in carne e ossa, troviamo molte astronavi conosciute e amate.

Quindi abbiamo ritrovato anche personaggi incredibili che, con il loro spessore, avevano tanto lasciato il segno nelle apparizioni in film e serie animate. Personaggi letteralmente osannati dai fans, che sicuramente hanno dato quel qualcosa in più. Come solo può fare l’ingrediente giusto, saggiamente dosato dalla mamma nella sua ricetta da noi tanto amata, così l’arrivo di questi personaggi ha reso quasi perfetta la ricetta di questa seconda stagione.

Ashoka, Boba Fett, per non parlare del gran ritorno finale di Luke, hanno letteralmente emozionato la community mondiale dei fans, strappando non poche lacrime.

Jon Favreau e Dave Filoni hanno fatto un lavoro eccezionale, non tanto nella trama generale, ma nella ricucitura del rapporto con una buona parte del fans. Troppo bello, però, il personaggio di The Mandalorian, per rischiare anche minimamente di rimanere oscurato dalla potenza dei personaggi di cui sopra, quindi, per la terza stagione mi auguro un ritorno al passato recente…

Ambientazioni affascinanti e tanto tanto Mandaloriano con il suo incredibile stile. Ultimo ma non meno importante aspetto…
Grazie alla maestria del duo Favreau/Filoni, mi sembra di poter dire che sia tornato una sorta di idillio tra la Lucasfilm e i fans che, come degli innamorati, vogliono sempre e solo il meglio per la propria amata/o (almeno nella maggioranza dei casi) ma, nonostante questo, non avevano in passato lesinato anche feroci critiche per l’ultima trilogia. Assodata questa premessa, mi aspetto, soprattutto in occasione della futura uscita dei tanti nuovi prodotti Star Wars, più voglia di raccontare storie nuove, completamente slegate da quello che abbiamo già visto. Senza nessun protagonista conosciuto o legami di parentela vari…

Tutto è nato tanto tempo fa in una lontana galassia….quindi spero che la Lucasfilm ci voglia raccontare qualcosa di completamente diverso in tempo diverso (possibilmente futuro)…. Cari amici della Lucasfilm, avete tutte le capacità per farci innamorare nuovamente di qualcosa di mai visto, che ci possa fare rimanere a bocca aperta. Ve lo chiede un ragazzino (si fa per dire) che dal ’77 non ha mai più smesso di sognare e credere in quella galassia lontana lontana.

 

LORENZO di GuerreStellari.net

Rispetto alla prima, la seconda stagione è stata certamente molto più ricca di momenti memorabili che mi hanno decisamente colpito.

Rimane ottima la gestione degli easter eggs e la qualità della colonna sonora, aspetti che regalano molte emozioni. Mi ha piacevolmente stupito vedere Cobb Vanth, personaggio che mi aveva molto incuriosito durante la lettura della trilogia di romanzi di Aftermath. La sua comparsa segna a parer mio un momento rilevante nella gestione del franchise da parte di Lucasfilm in quanto mostra in modo marcato l’importanza delle opere cartacee all’interno dell’universo di Star Wars. Ovviamente è stato molto interessante vedere la versione live action di personaggi visti nelle serie animate come Bo-Katan e Ahsoka, rese entrambe magistralmente.

Sono tanti i momenti che personalmente mi hanno fatto sobbalzare, in particolare la prima apparizione di Boba Fett e la citazione a Thrawn. La maggiore emozione è stata però rivedere Luke Skywalker in versione trilogia originale: è stato inevitabile guardare con gli occhi lucidi le scene dedicate al famoso jedi.

Altro aspetto che mi è molto piaciuto è l’evoluzione del personaggio di Din Djarrin, in particolare negli ultimi due episodi: vedere come le ideologie e i dogmi finiscono in frantumi di fronte alla potenza dell’amore rappresentato dal legame tra il mandaloriano e Grogu, rappresenta secondo il mio punto di vista uno dei concetti più profondi e importanti che Star Wars è riuscito a trasmettere come opera nel suo complesso. Tutto ciò ha reso l’addio finale fra i due personaggi particolarmente commovente.

La stagione non è comunque esente da difetti, sia riguardanti la resa di qualche scena (la CGI sul volto di Luke non mi ha convinto del tutto) che alcune ingenuità presenti nella gestione dei dialoghi e della trama, mancanze che però non compromettono assolutamente la godibilità della serie.

 

ALEX di GuerreStellari.net

La seconda stagione di The Mandalorian si è appena conclusa e già non vedo l’ora di vedere la terza. Sono ancora scosso emotivamente per il finale di stagione da botto totale, ma andiamo con ordine.

Ho trovato questa stagione molto armoniosa, un continuo crescendo a livello di trama e con l’inserimento di personaggi dal grandissimo impatto emotivo e caratteriale, vedesi Bo-Katan e Fennec Shand. Naturalmente il mio cuore è esploso nel rivedere Boba Fett (assieme al suo interprete Tamuera Morrison) ed Ahsoka Tano per la prima volta in un live action, grandissima Rosario Dawson.

I temutissimi capitoli filler non ci sono stati, o quasi, e questo non ha fatto altro che creare un ritmo sempre più incalzante e creare attesa per il capitolo successivo, che a mio avviso è un punto di forza di questa serie, l’attesa che crea aspettativa. Ammetto che ho storto un po’ il naso quando è stato svelato il nome del Bambino, forse potevano scegliere qualcosa di meglio di Grogu, ma vabbè questo è un mio giudizio personale. Molto interessante ricostruire gli eventi passati di Grogu per separarci definitivamente dalle teorie legate a Yoda, anche se rimane il rimpianto di conoscere il pianeta d’origine della loro razza, ma mai dire mai!

Creare un ecosistema cine/televisivo su Star Wars è stato un altro colpo di genio di Favreau Filoni a cui andrebbe affidato immediatamente il timone della Lucasfilm!

Dark Trooper letteralmente devastanti, da terrore puro e che fortuna per i nostri eroi se non fosse arrivato lui! E si, lui! L’unico Jedi della galassia, il mio eroe d’infanzia, colui che spero con tutto me stesso d’incontrare un giorno, Luke Skywalker. Scontato? Probabilmente sì ma volete mettere gli ultimi 10-15 minuti dell’ultimo episodio? L’emozione era talmente tanta che il tempo sembrava si fosse fermato e tra una lacrima e l’altra ho visto un ragazzino seduto vicino a me, anche lui piangeva per l’emozione. Quel ragazzino è il fan che è in me, che è sempre con me da quando abbiamo scoperto quella benedizione che si chiama Star Wars. Fan service? A chi importa, questo è Star Wars. Sono queste le emozioni che voglio.

The Mandalorian Season 2 voto 8 ha alcune cose per cui ho storto il naso, ma incarna e rappresenta l’essenza di Star Wars. Season 3 ti aspettiamo!

 

CARLO di GuerreStellari.net

The MandalorianThe Mandalorian stagione 2…

Che dire, riassumerei tutto in una frase, prendendo spunto dal film Il Cavaliere Oscuro, cito parafrasando: “The Mandalorian non è la serie tv che Star Wars, e i suoi fan soprattutto, merita ma ciò di cuoi hanno bisogno adesso”.

Non sdegno e non condanno alla insufficienza con tale affermazione lo show, anzi lo promuovo e gli do anche un bel sette nel suo totale, ma diciamocela tutta, per far sì che le persone si appassionassero ad essa e scoppiassero di gioia, di stupore, di bramosia di puntate nuove, la produzione ha dovuto tirar fuori dal cappello molta roba dal vecchio Expanded Universe, dai film della Trilogia Originale etc etc

La serie era partita come un bellissimo prodotto space western, anche se prendendo discreto spunto da Lone Wolf and Cub, ma nel tempo è diventata puntata per puntata uno spot televisivo ad altri prodotti (Ahsoka e The Book of Boba Fett su tutti) e spudorato fan service, concluso con l’apoteosi allo zenit con l’apparizione di Luke Skywalker nel finale della seconda stagione.

La paura che si andasse a parare troppo a quello che i fan avrebbero voluto, anzi i veri fan così come dice lo stesso Mark Hamill, e questa cosa mi ha indisposto anche un pochino perché non la presenza di certi personaggi non vuol dire o meno essere veri fan, ma piuttosto fanatici.

Non si offenda nessuno per quanto scritto in questa piccola esamina personale, chi mi conosce sa benissimo che per me ognuno è libero di provare o meno piacere nell’approcciarsi a qualsiasi genere di prodotto Star Wars e che non voglio convincere nessuno delle mie idee, ma mi limiti solo ad esprimerle.

Purtroppo la mia paura di prodotti fan service pare stia diventando una consuetudine in LucasFilm, chissà fino a che punto c’entrano voci sul destino societario e soprattutto di alcuni suoi vertici della piramide dopo le polemiche relative alla Trilogia Sequel e agli altri prodotti cinematografici e televisivi di questi ultimi anni.

Vedremo Obi-Wan, e ci hanno infilato dentro anche Hayden Christensen nei panni di Vader (per il quale penso non ci fosse bisogno), Bad Batch (ovvero The Clone Wars stagione 8 post Ordine 66), Ahsoka (ovvero la figliol prodiga del produttore sovrano al momento in LucasFilm)…

Molti stanno letteralmente sbavando, io sono molto dubbioso sul percorso di non coraggio che stanno intraprendendo in LucasFilm a favore di uno spudorato fanservice. C’è chi assimila il percorso intrapreso a quello del MCU Marvel. Personalmente non vedo nulla di più lontano, dato che in Marvel hanno osato, soprattutto con la realizzazione di alcuni personaggi. Ma per Star Wars sembra che questo percorso non sia possibile, la sperimentazione, l’osare, pare sia una bestemmia.

Nel frattempo, accontentiamoci di The Mandalorian, che non è una bomba, non è galattica, non è superlativa, è soltanto una buona serie, che ci piace, perché ci sta fornendo quella droga che ci piace assumere. E facciamoci drogare… in attesa della prossima terza stagione nel 2022, e delle successive due conclusive.

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